La trappola del dumbphone: il caso Ed Sheeran e Macklemore
Articoli, riflessioni e guide per ritrovare un rapporto sano con la tecnologia e il digitale.
Da dieci anni Ed Sheeran ripete la stessa storia: nel 2015 ha regalato lo smartphone, ha preso un vecchio cellulare a tasti e ha iniziato a controllare le email solo un'ora a settimana da un tablet.
Il racconto piace a tutti. Oggi tantissime persone comprano un dumbphone, il classico telefono a conchiglia senza internet, sperando di ritrovare la pace degli anni Duemila. L'idea sembra semplice: togli le app e torni a vivere sereno.
Il trucco che nessuno dice
C'è un dettaglio fondamentale che Sheeran dimentica di ricordare. Una popstar multimilionaria può permettersi di spegnere tutto perché ha attorno decine di persone che leggono le email, gestiscono i calendari e rispondono alle urgenze al posto suo.
Chi lavora davvero, chi fa il freelance o gestisce clienti, non ha questa fortuna. Se spegni il telefono per un mese, perdi il lavoro. Il problema vero però arriva quando la disconnessione si trasforma in qualcosa di peggio: smettere di sapere cosa accade attorno a te.
Cosa è successo con Macklemore
A settembre 2026 questa bolla dorata è andata in frantumi durante il tour negli stadi americani di Ed Sheeran.
Macklemore, scelto come artista di apertura, è salito sul palco nel New Jersey cantando brani di protesta a favore della Palestina. I proprietari degli stadi e i promoter hanno reagito subito cacciando il rapper dal tour. Il pubblico ha gridato alla censura e altri cantanti famosi in cartellone, come Finneas, si sono ritirati in segno di protesta.
E Sheeran? Isolato nella sua campana senza notifiche, è caduto dalle nuvole.
Qualche sera dopo è salito sul palco a Philadelphia visibilmente spaesato, balbettando scuse confuse e ammettendo di aver sbagliato. Mentre il suo nome finiva al centro di una polemica globale, lui non aveva capito la gravità della situazione semplicemente perché era troppo disconnesso per rendersene conto.