Le abitudini che lo smartphone ha sostituito, e come recuperarne almeno una

Non è nostalgia per 'come si stava prima'. È notare, con un minimo di onestà, che alcune piccole abitudini che scandivano le nostre giornate si sono spente senza che le avessimo mai davvero volute abbandonare: leggere qualche pagina prima di dormire, andare al cinema invece di scorrere il catalogo streaming all'infinito sul divano, restare in fila senza fare nulla invece di riempire ogni micro-momento vuoto con lo schermo.

Non è nostalgia per "come si stava prima". È notare, con un minimo di onestà, che alcune piccole abitudini che scandivano le nostre giornate si sono spente senza che le avessimo mai davvero volute abbandare: leggere qualche pagina prima di dormire, andare al cinema invece di scorrere il catalogo streaming all'infinito sul divano, restare in fila senza fare nulla invece di riempire ogni micro-momento vuoto con lo schermo.

Molte piccole abitudini, leggere prima di dormire, andare al cinema, tollerare un'attesa senza far niente, si sono spente senza una vera decisione, sostituite dallo smartphone. Non serve recuperarle tutte: sceglierne anche solo una da proteggere deliberatamente basta per accorgersi che è ancora possibile.

Un rito non è solo un'abitudine

Quei piccoli riti avevano una funzione profonda, anche se non ci pensavamo in questi termini. Leggere prima di dormire segnava un ponte morbido verso il riposo; andare al cinema era un'esperienza immersiva e delimitata. Quando il telefono ha preso il posto di queste azioni, il bisogno sottostante non è sparito: è rimasto lì, scoperto, sostituito da qualcosa che lo sazia solo in superficie.

Perché non serve recuperarli tutti

Non tutte le abitudini perse vanno necessariamente riportate indietro: alcune sono state sostituite da dinamiche altrettanto valide, e va benissimo così. Ma alcune ci mancano per davvero, e vale la pena distinguerle, invece di liquidare il tutto con un generico e poco utile "eravamo più felici prima degli smartphone".

Cosa aiuta

Scegliere anche solo un rito. Uno solo, e proteggerlo deliberatamente, senza cercare di resuscitare in blocco l'intera vita pre-digitale. Non è una gara a chi rinuncia di più alla tecnologia: è ricordarsi che alcune cose che sembravano perse per sempre sono ancora, molto semplicemente, una scelta a nostra disposizione.