Lo smartphone come coperta di Linus
Lo tieni in mano anche quando non lo stai guardando. Non è per usarlo: è per sentirlo lì. Donald Winnicott aveva un nome per questo tipo di oggetto, molto prima che esistessero gli smartphone.
In sala d'attesa, in ascensore, in un momento di imbarazzo o di silenzio scomodo: il telefono finisce spesso in mano non perché ci sia qualcosa da guardare, ma perché tenerlo dà una sensazione di sicurezza, anche a schermo spento. È un gesto diverso dal controllare le notifiche: è più simile a stringere qualcosa che rassicura.
Un concetto che viene dall'infanzia
Donald Winnicott, pediatra e psicoanalista inglese, ha descritto quello che chiamava oggetto transizionale: un peluche, una copertina, qualcosa che il bambino porta con sé nel passaggio dalla dipendenza totale dal genitore verso una prima autonomia. Non è solo un giocattolo: è un pezzo di sicurezza portatile, utile proprio nei momenti in cui la persona di riferimento non c'è.
Lo smartphone, per un adulto, finisce spesso per svolgere una funzione simile, con una differenza importante: un bambino, crescendo, smette gradualmente di avere bisogno della copertina, perché ha interiorizzato la sicurezza che quell'oggetto rappresentava. Il telefono, invece, resta anche uno strumento di lavoro, comunicazione, orientamento: non lo si può "lasciare andare" come si fa con un peluche, e questo rende più difficile distinguere quando lo si usa per una funzione reale e quando lo si tiene in mano solo per calmarsi.
Perché non è un vizio
Cercare un oggetto che rassicura in un momento scomodo è un comportamento umano molto comune, non un segno di debolezza. Il punto non è smettere di cercare sicurezza: è notare quando quella ricerca passa attraverso il telefono anche in situazioni in cui non serve davvero a niente di pratico.
Cosa aiuta
Un esercizio semplice: la prossima volta che ti accorgi di avere il telefono in mano senza guardarlo davvero, chiediti cosa stavi provando un attimo prima. Ansia, imbarazzo, noia, un vuoto improvviso. Non serve rispondere subito con una soluzione: solo nominarlo toglie automaticità al gesto.
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